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Tentativo di intrusione al LHC del CERN

Paolo Ingraito (grazie Paolo!) mi segnala questa notizia del Daily Telegraph : un tentativo di intrusione da parte di un gruppo di hacker greci (ammesso che siano un gruppo e ammesso che siano realmente greci) alla rete del CERN che governa il grande acceleratore LHC.

Dall’articolo si coglie che l’intrusione c’è stata, è stata segnalata e contenuta e pare sia stata originata dalla compromissione di un account del Fermilab negli Stati Uniti.

C’è da immaginare quante minacce, lettere, telefonate abbiano ricevuto a seguito dei presunti rischi di "fine del mondo" che si sono montati attorno al LHC e nonostante l’importanza scientifica per tutto il mondo per l’esperimento, è sconfortante la stupidità di chi cerca "il bel gesto" con la stessa demenza di chi colpisce il David di Michelangelo.

L’incidente deve far riflettere su alcuni principi di base della sicurezza:
1-Non esiste la sicurezza assoluta,
2-Un incidente è sempre possibile e quello che conta è la velocità di reazione e di ripristino della normalità,
3-Gli esseri umani sono imprevedibili e spesso con le loro azioni possono creare danni incalcolabili.