Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Il filtraggio imposto per legge, una follia

Nella legge indiscussione al Senato in materia di Pubblica Sicurezza che sta tanto facendo discutere per le norme sulla schedatura dei barbni e la denuncia dei clandestini da parte dei medici (mica è razzista, non ha detto "ebrei"), è anche passato uno sconcertante emendamento proposto dal capogruppo UDC Sen, D'Alia che dice:

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere  o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato,   previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e  sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno   compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica   sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a  comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio   decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai   fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono   provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una   sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000,   alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento.

Come sarà un "apposito strumento di filtraggio" che legga tutti i contenuti che transitano in rete e decida che c'è "un'istigazione adisobbedire alle leggi"?

Ha ragione Stefano Quintarelli, che per primo ha segnalato la notizia, ad indignarsi e proporre anche che sia con altrettanta severità punita l'ignoranza tecnologica, riducendo la pena per chi studia e colma la sua ignoranza, ma, aggiungo io, con il raddoppio della pena per amministratori pubblici, legislatori che continuano a cercare di normare per legge la rete e le sue dinamiche senza capirne un accidente.

Non è ammessa l'ignoranza della legge, dice un sano principio giuridico ma anche l'ignoranza di chi legifera non è più tollerabile e il "popolo della rete" deve fare sentire la sua voce e deve farlo in fretta, magari prima che questo messaggio sia filtrato perchè considerato "istigazione a disobbedire alle leggi".

P.S. Si può partire da una raccolta di "dissensi" su Facebook. Sempre che non censurino anche Facebook