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Google, la Cina e le ciberbattaglie

Oggi pomeriggio tra le 16 e le 17 Radio 24 dedica uno spazio alla sicurezza informatica prendendo spunto dalla vicenda Google-Cina.

Mi hanno intervistato come presidente di Clusit e ho detto che lo scontro è l'evidenza di due "armi" che entrano in gioco: l'informazione e l'econimia. Che l'informazione sia un'arma strategica lo diceva il generale Sun Tzu 2500 anni fa nel suo trattato L'Arte della Guerra e che le contese economiche siano l'essenza delle guerre è altrettanto noto.

L'attacco a Google e alle altre aziende non è solo una battaglia ideale per la difesa dei diritti degli individui e della privacy, argomento certamente sul tappeto, (dall'altra parte Echelon non era certo un sistema per ascoltare musica) è una battagliacon forti implicazioni di natura economica combattuta con l'arma dell'informazione.

Che i paesi, anche alleati, abbino attività spionistiche o non proprio "gentili" sotto l'ufficialità delle relazioni "ottime e costruttive" è altrettanto cosa ovvia come è ovvio che scatta l'incidente diplomatico quando per dabbenaggine o per il funzionamento dei sistemi di intercettazione, la cosa viene a galla.

Dall'attacco all'Estonia del 2007 a quello alla Georgia e all'Ossezia del 2008 si ha l'evidenza che la rete è infrastruttura critica e vitale di un paese e che una compromissione dei sistemi di informazione è parte di qualunque piano militare.

Dalle guerre tecnologiche in Medio Oriente in cui molti dei successi e degli insuccessi sono dovuti anche al predominio o alla sconfitta dei rispettivi sistemi informativi, si passa oggi a un attacco su larga scala a imprese che sono simbolo oltre che fonte di flussi monetari importanti per un paese.

Nel "caso Cinese" c'è stato un utilizzo di tecniche molto raffinate di hacking a cui peraltro Google ha risposto bene e da qui la scoperta del caso e la sua trasformazione in incidente diplomatico, nel caso Estone invece c'era stato l'utilizzo pesante delle BotNet, e cioè dell'attacco simultaneo di migliaia di computer che inconsapevolmente diventavano parte dello schieramento avverso.

Due modi differenti, un unico scenario: la rete è un sistema vitale che va difeso con iniziative specifiche in cui, tra l'altro, i singoli utenti sono direttamente protagonisti e devono essere consapevoli del fatto che le loro macchine devono essere protette per difendere sè stessi e impedire attacchi ad altri.

In Europa ci sono iniziative importanti in questo senso, in Italia, che ricordo ha per tre volte vinto con le proprie università il campionato mondiale di hacking Capture The Flag, forse è il momento di darsi una mossa e di fare buon uso del grande talento di cui disponiamo.

Chi vorrà riascoltare l'intervista potrà farlo da lundedì tramite i podcast di Radio24.