Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sanità online e PA: e la sicurezza?

E’ interessante leggere da qualche tempo a questa parte che il nuovo governo intende spingere decisamente verso un utilizzo diffuso delle tecnologie informatiche nella PA, dal Ministro Brunetta il primo deciso affondo apprezzbilissimo e di questi giorni l’annuncio di una volontà di ridurre i costi della sanità pubblica mettendo tutto online.

Non sorprende, la tecnologia informatica serve proprio a questo e lo sappiamo da più di vent’anni: ridurre i costi e dare migliori servizi con un investimento che è largamente inferiore a qualsiasi altro tipo di investimento possibile.

Si ma. Come la mettiamo con i cronici ritardi che scontiamo ora in termini di educazione alla sicurezza? Come la mettiamo con una PA locale che non ha risorse, sistemi e cultura del valore dell’informazione e della sua tutela? Come la mettiamo con un’idea diffusa che la rpivacy e le norme siano intuli farraginosità (ci siamo dimenticati che lo scorso anno si volevano eliminare le misure minime di security per le piccole e medie imprese?)

La sicurezza non è una tecnologia, è un fattore abilitante, una necessità per fare altre cose: vogliamo dare le cartelle cliniche online per riparmiare milioni di euro? Ottimo, allora investiamo in una cultura diffusa della sicurezza informatica.

Non dico tecnologia, dico cultura e intendo formazione, consapevolezza, servizi di supporto per i cittadini e le imprese, task force che garantiscano la continuità operativa di infrastrutture che sono critiche e strategiche per il paese.

Senza un segnale deciso in questo senso, non c’è possibilità di successo.